Arezzo Dall'alto

Arezzo. Storia e tradizione

La città di Arezzo risale all’epoca etrusca. Nelle campagne circostanti sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici, che ne attestano l’importanza come una delle dodici lucomonie che formavano la nazione etrusca. In epoca romana, divenne una colonia militare cinta da alte mura. Sede vescovile, fin da epoca longobarda, ebbe come titolare San Donato (IV secolo), patrono della città, a cui è dedicata la Cattedrale posta sulla sommità del colle su cui sorgeva il primo nucleo abitato.
AREZZO
Nel 1200 la città cominciò a espandersi verso la pianura, che è circondata dai rilievi orografici da cui si diramano il fiume Chiana, l’Arno e il Tevere. Il colle di Arezzo, infatti, è situato alla confluenza di quattro fertili e magnifiche valli: Val di Chiana, Val d’Arno,Casentino e Valtiberina.
In epoca medievale Arezzo divenne un libero Comune ghibellino e quindi sempre in lotta con Firenze e Siena. Dopo la famosa battaglia di Campaldino, combattuta tra guelfi (tra i quali Dante Alighieri) e ghibellini nel 1289, durante la quale morì il vescovo Ubertini, la potenza della città fu definitivamente fiaccata. Sotto il nuovo vescovo Guido Tarlati (1312-1327) vi fu un breve periodo di splendore, ma ben presto la città perse la propria indipendenza e fu assoggettata a Firenze.
Sotto i Medici iniziò un grave periodo di decadenza.
Grazie alla bonifica della Val di Chiana, tra il XVIII e il XIX secolo, la città tornò ad espandersi fino a diventare un importante centro imprenditoriale e commerciale. Oltre alla produzione di abbigliamento, caposaldo dell’economia cittadina è la cosiddetta “fabbrica dell’oro”, sorta intorno agli anni Venti e divenuta famosa per l’abilità con cui gli aretini lavorano il metallo prezioso. Altro motivo di vanto è l’aria che si respira ad Arezzo. Lo stesso Michelangelo scrisse in una lettera a Vasari: “Giorgio, s’io non ho nulla di buono nell’ingegno, egli è venuto a me dal nascere nella sottilità dell’aria del vostro paese d’Arezzo”.

Naturalmente oltre all’aria buona, lo splendido territorio in cui è incastonata Arezzo ha favorito la coltivazione di ottimi prodotti alimentari. Vini come il rosso Chianti Colli Aretini e il Valdichiana bianco per un buon pasto a base di pappardelle aretine al sugo d’anatra, fagiano con crema di tartufi oppure “scottiglia” (tipico piatto di carni servito su fette di pane strofinate con aglio), infine torta di mele accompagnata da un bicchiere di Moscato di Subbiano: impossibile resistere a tali tentazioni per il palato.
Tra i personaggi illustri nati ad Arezzo sono da ricordare:
Guido d’Arezzo (999-1050 c.a.), monaco che attuò una riforma della musica, ponendo le basi della moderna notazione musicale; a lui è dedicata una delle piazze principali; Francesco Petrarca (1304-1374), celebre poeta e preumanista, autore del Canzoniere; Pietro Aretino (1492-1556), scrittore di commedie come La cortigiana, L’ipocrito e La Talanta; Giorgio Vasari (1511-1574), pittore, architetto e scultore, di cui abbiamo avuto modo di parlare trattando di Piazza dei Cavalieri a Pisa; la sua casa cinquecentesca è oggi sede del Museo Vasariano, in cui sono conservati suoi manoscritti e documenti, oltre a opere del Manierismo toscano; e Francesco Redi (1626-1698), scienziato e letterato, di cui ricordiamo il Bacco in Toscana, elogio in versi dei vini toscani.
Piazza di Arezzo
Altro personaggio storico molto importante per la città è Piero della Francesca (Sansepolcro, 1416 c.a.-1492), autore di splendidi affreschi conservati all’interno del Duomo di San Donato e soprattutto nella basilica di San Francesco. Il grande ciclo pittorico, realizzato tra il 1452 e il 1466, è ispirato alla leggenda della Santa Croce e costituisce una delle più alte espressioni dell’arte di tutti i tempi. Unica nel suo genere è anche la Pieve di S. Maria, monumento romanico caratterizzato da un bellissimo campanile detto “delle cento buche” per le numerose bifore (in tutto 40 e non 100) che si aprono sui suoi cinque piani.
La vostra presenza è particolarmente gradita per celebrare la sfida tra gli antichi quartieri cittadini della Giostra del Saracino, ogni prima domenica di settembre, ma Arezzo vi aspetta in ogni momento dell’anno.

Articolo di Claudia Meini

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