Argini e acque della Toscana, le emergenze segnalate dai Consorzi di Bonifica

Argini e corsi d’acqua da mettere urgentemente in sicurezza e bonificare. Argini e corsi d’acqua per i quali la Regione Toscana dovrà programmare opere di interveto e risistemazione. I Consorzi di Bonifica toscani hanno appena presentato all’Amministrazione regionale i risultati emersi dallo studio commissionato loro dalla Regione stessa sulla situazione in cui vessano corsi d’acqua, alvei, argini, e sulle relative condizioni igieniche. Lo studio è la summa dei vari dossier particolari che i consorzi locali addetti al monitoraggio dei corsi d’acqua hanno redatto. Oltre a sistemare e inquadrare la condizione complessiva delle acque toscane, indica anche dei preventivi di costo e dei tempi di intervento per permettere alle autorità giurisdizionali di adempiere alla bonifica. Indica i punti che necessitano di interventi strutturali e altri nei quali è necessaria invece un’analisi approfondita delle acque per la presenza di fanghi nocivi non smaltibili, acque scure e scarichi.
Secondo quanto scoperto e riferito dai Consorzi le situazioni di emergenza, le zone al limite e sulle quali bisogna intervenire celermente sono molte e tali da richiedere uno sforzo economico per la propria risistemazione quantificabile in 112 milioni di euro. Ancor più ingente la somma se si considerano i luoghi in cui si può intervenire con meno impellenza ma per i quali comunque si deve programmare un intervento. Corsi d’acqua da bonificare e argini da ristrutturare per un investimento di 750 milioni di euro.
Le lettura sintetica delle segnalazioni stilate da alcuni consorzi locali può essere utili a capire come il dossier commissionato dalla Regione Toscana è stato compilato. Il Consorzio di Bonifica Alta Maremma ha evidenziato la necessità di manutenzione delle arginature dei corsi d’acqua Riomerdancio, Corniaccia, Fossa di Bolgheri, Camilla, Sorbizzi, Torgoli, Tane per un totale di 27.720.000euro; il Consorzio di Bonifica Area Fiorentina che controlla oltre 71 km di rilevati arginali ha stimato invece un costo per gli interventi più urgenti di 4.977.691 euro. E soltanto per i più urgenti; il Consorzio di Bonifica Colline Livornesi dice che tra i 72 Km scandagliati assolutamente prioritari sono gli interventi sul torrente Ugione, sul Rio Ardenza, sul torrente Marmolaio e sul torrente Tripesce. L’importo complessivo stavolta è di 13.144.000 euro;il Consorzio di Bonifica Ufficio Fiumi e Fossi infine ha evidenziato che accanto al problema dello stato delle arginature, esiste la grave questione della “ricavatura” dei canali, resa impossibile dall’applicazione ai fanghi della normativa vigente sui rifiuti, con un’insostenibilità tecnica ed economica delle operazioni di smaltimento dei rifiuti speciali che sta causando la sospensione delle attività di drenaggio grave pericolo per la sicurezza idraulica del comprensorio.
La Regione dovrebbe a giorni mettere in cantiere la sistemazione dei casi più urgenti. Intanto ha già affidato ai Consorzi di Bonifica uno studio ulteriore e più approfondito per un finanziamento di 284mila euro.

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