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Castello di Sammezzano

Il castello di Sammezzano si trova nell’omonimo paese, in provincia di Firenze. Circondato da un ampio parco, l’esistenza del luogo viene fatta risalire all’epoca romana. L’edificio principale, il più importante esempio di architettura orientalista esistente in Italia, in stile moresco, fu edificato nel 1605 per volere della famiglia Ximenes D’aragona. La alhambra di Toscana è stata costruita su una tenuta appartenuta alle più rilevanti famiglie fiorentine (Medici compresi), e che secondo lo storico Davidsohn avrebbe ospitato anche Carlo Magno di ritorno da Roma dopo aver fatto battezzare il figlio dal papa. Negli anni ha subito vari passaggi di proprietà ed ora giace in stato di abbandono.interno-del-castello-moresco-di-sammezzano-in-toscana-a-due-passi-da-firenze

Quando l’ultimo degli Ximenes d’Aragona, Ferdinando, morì nel 1816, i sui beni passarono, col nome e lo stemma della famiglia, al figlio maggiore di sua sorella Vittoria, moglie di Niccolò Panciatichi. Ferdinando Panciatichi diventò quindi Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, e in 40 anni trasfigurò completamente il Castello.

Gli stucchi dipinti e le forme ideate e realizzate dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona tra il 1853 e il 1889, che restituiscono a questo residenza signorile alle porte del Comune di Reggello (Firenze) il primato dell’ esclusivo esemplare dell’orientalismo italiano. Tra il 2012 e l’ottobre del 2015, il Comitato Fpxa 1813-2013 ha programmato tre o quattro visite all’anno, a numero chiuso, per un totale di circa 800 persone. I posti terminavano nel giro di un’ora.

Ispirandosi alla scuola eclettica moresca, Ferdinando Ximenes portò in Toscana un po’ di Andalusia, tra azulejos, mattoni e stucchi, modificando il ruolo in un tempio della sua passione per l’orientalismo e sfidando i gusti estetici di una città come Firenze, ininterrottamente connessa ai dogmi dell’architettura e dell’arte rinascimentale.
Sottovalutato dai fiorentini ma valutato l’Alhambra toscana dall’architetto e storico dell’architettura Carlo Cresti, Sammezzano si afferma come un gioiello unico nello scenario artistico italiano.
Fino alla fine degli Anni 60, il castello è stato un’ abitazione privata, poi è divenuto un hotel di lusso con 17 camere ed smisurate sale da pranzo e cerimonia.
All’inizio degli Anni 90 i costi di gestione diventarono insostenibili, l’hotel chiuse e da allora non è più stato accessibile al pubblico.

Il parco esibisce un tale assortimento e concentrazione di specie esotiche da risultare tra i giardini botanici più apprezzati d’Italia: tra araucaria, tuja, tassi, cipressi, pini, abeti, palme, yucca cedri dell’Atlante e del Libano, acacie e tigli, spiccano le 57 sequoie americane adulte, la quantità più alta che possa celebrare un singolo parco del nostro Paese, tutte alte più di 35 metri.

Tra loro c’è anche la sequoia gemella, alta 50 metri e con un circonferenza di 8,4 metri, uno dei 150 alberi monumentali d’Italia.
Tutto questo, ora, è abbandonato. Se non fosse per un paio di comitive di cittadini nessuno ne parlerebbe.

Scopri maggiori informazioni sul Castello di Sammezzano, un tesoro da scoprire!

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