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michelangelo buonarotti

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Grandi toscani. Michelangelo Buonarroti

Con il post di oggi Vivere la Toscana inaugura una nuova rubrica dedicata ai personaggi che hanno reso illustre in Italia e nel Mondo la nostra regione grazie alle loro capacità artistiche, scientifiche, al loro apporto culturale e spirituale. Tra i numerosi “grandi toscani” ricordiamo Leonardo da Vinci, Santa Caterina da Siena, Galileo Galilei e Michelangelo Buonarroti. Proprio all’artista aretino, di cui nel 2014 ricorrono i 450 anni dalla morte, vogliamo dedicare il primo articolo.
Molti ritengono erroneamente che Michelangelo sia fiorentino. In realtà il grande maestro dell’arte italiana nacque nel 1475 a Caprese Michelangelo, in provincia di Arezzo (se volete saperne di più cliccate qui). Non si può tuttavia negare che egli sia divenuto fiorentino d’adozione. A soli 12 Michelangelo entrò come apprendista nella bottega di Domenico Ghirlandaio, autore di splendidi affreschi (ad esempio nella Cappella Tornabuoni a Firenze) e grandi pale d’altare. 
Nel 1498 il giovane artista di Caprese ricevette la prima importante commissione a Roma: la Pietà per la tomba in S. Petronilla del cardinale J. Bilhères. L’opera scultorea, che successivamente fu collocata nella Basilica di San Pietro in Vaticano (che andò a sostituire l’antica basilica paleocristiana), fu ovunque apprezzata ed elogiata per la perfezione e l’armonia delle forme. 

la pietà di michelangelo

Da qui ebbe inizio il continuo viaggiare di Michelangelo tra Firenze e Roma. Tra il 1501 ed il 1504 creò la statua di “David” a Firenze, nel 1505 iniziò a lavorare alla tomba di Giulio II in S. Pietro. Nel 1520 gli furono commissionati i sepolcri di Giuliano de’ Medici e di Lorenzo de’ Medici per la Sagrestia Nuova della chiesa di San Lorenzo a Firenze. Qui Michelangelo ideò nuove soluzioni compositive realizzando opere di eccezionale bellezza. Nel 1533 Papa Clemente VII commissionò all’artista toscano gli affreschi del Giudizio universale nella Cappella Sistina a Roma. L’anno seguente Michelangelo lasciò definitivamente Firenze per trasferirsi nella città dei Papi, dove avrebbe realizzato altre mirabili opere figurative, pittoriche, scultorie e architettoniche. Tra queste ultime è necessario ricordare i progetti per la Basilica e per la cupola di San Pietro, per Piazza del Campidoglio ed il lavori di completamento di Palazzo Farnese. 

Meno conosciuta ma altrettanto interessante e ammirevole è l’opera di Buonarroti in qualità di letterato. Scrisse infatti numerose lettere, raccolte nell’epistolario pubblicato nel 1875, e Rime, composte dall’anno del trasferimento a Roma (1534). 
Michelangelo ebbe numerosi committenti, signori, cardinali, Papi, fu testimone di importanti avvenimenti storici e visse pienamente l’inquietudine ed il rinnovamento dell’epoca rinascimentale, sapendolo esprimere in modo ineccepibile attraverso capolavori “universali”.

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