Polittico Lorenzetti

I preziosi interni di Santa Maria della Pieve ad Arezzo

Vivere la Toscana vi aveva già consigliato di visitare la chiesa di Santa Maria della Pieve ad Arezzo (cliccate qui per leggere il post) e vi aveva promesso di tornare a parlarne per illustrarvi i meravigliosi interni. Entrando nell’antico edificio religioso si possono ammirare la raffinata costruzione architettonica e le preziose opere commissionate a noti artisti italiani attivi in epoca medievale.
Tra questi Pietro Lorenzetti, che nel 1320 fu incaricato di realizzare il polittico “Madonna e Santi”.
interno santa maria pieve
La chiesa di Santa Maria della Pieve presenta una struttura a tre navate su archi longitudinali ogivali sostenuti da colonne terminanti con capitelli corinzi. La luce filtra dalle numerose bifore presenti sulle pareti, tre ordini nella parete di controfacciata, una sopra la finta loggia architravata e altre disposte nelle differenti superfici murali.
Durante il XIII secolo la pieve aretina subì un pesante intervento di restauro, seguito da altre aggiunte nel XIV secolo e dalle modifiche apportate da Vasari nel 1560, che ne determinarono la particolare struttura attuale. La parte più antica della chiesa rimane il tabernacolo rialzato, caratterizzato dalla presenza della pala d’altare con il polittico di Pietro Lorenzetti raffigurante la Vergine col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista, Donato, Giovanni Battista e Matteo.
La pregiata opera di grandi dimensioni (circa 3m per 3) è stata realizzata con la tecnica della tempera e oro su tavola. La pala riporta il nome dell’autore nella dicitura «Petrus pictor, quondam Lorenzetti qui fuit de Senis» (“Pietro pittore, (figlio) del Lorenzetti che fu di Siena”).
Altra opera di particolare interesse, visibile nella cripta di Santa Maria della Pieve è “Il busto di San Donato” in argento dorato, ornato da smalti traslucidi e pietre preziose. L’opera, che ancor oggi conserva le reliquie del Santo, fu eseguita nel 1346 da un abile orafo aretino dal nome sconosciuto. Secondo alcune testimonianze anche i resti di Giorgio Vasari e della moglie Nicolosa de Bacci sarebbero conservati all’interno della chiesa, posti insieme in un’urna dentro la tomba situata sotto il pavimento della Pieve di Santa Maria Assunta. Sempre al XIV secolo risale il fonte battesimale, esagonale, con formelle raffiguranti le “Storie di San Giovanni Battista”. Autore del mirabile capolavoro è l’artista Giovanni d’Agostino (1332-1333). Tra le opere conservate nella pieve sono infine da ricordare due formelle dell’inizio del XIII secolo, raffiguranti il Presepio e L’Epifania e riconducibili ad uno scultore antelamico; e l’affresco sul pilastro sinistro del prebiterio, opera attribuita ad Andrea di Nerio e raffigurante i Ss. Francesco e Domenico (1331-1369).

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