Monte Massi

Il Castello di Montemassi

Splendido esempio di fortificazione medievale, il castello di Montemassi (Roccastrada, GR) sorge su una collina di 280 metri, ultima altura delle Colline Metallifere toscane prima di arrivare alla vasta pianura della Maremma. Nonostante l’altezza non molto elevata, dalla cima della rocca si scorge un ampio panorama dalle colline di Vetulonia e di Gavorrano a Sud-Ovest a Sticciano e Grosseto verso Sud-Est. Il Castello è celebre per esser stato raffigurato da Simone Martini in un affresco del Palazzo pubblico di Siena (1328).

La famosa opera pittorica illustra l’assedio posto dal capitano dell’esercito senese Guidoriccio da Fogliano, al castello di Montemassi, baluardo della famiglia comitale degli Aldobrandeschi. L’affresco è ricco di dettagli significativi anche per la ricostruzione della tecnica militare impiegata a quel tempo.
guido riccio
In particolare il “battifolle”, raffigurato da Martini quale simbolo della superiorità strategica e militare senese, fu determinante nella vittoria degli assedianti. Sulla collina a Nord-Est del paese di Montemassi si possono ancora scorgere i resti della fortificazione da guerra, smantellata dai senesi per paura che i nemici della Repubblica potessero utilizzarla. Nel sentiero che dalla rocca di Montemassi scende verso il borgo sottostante si possono notare anche delle pietre a forma di “botticella” del peso di mezzo quintale circa, che servivano per alimentare la catapulta del battifolle, detta “trabocco”.
L’esempio di Montemassi consente di capire l’importanza strategica del luogo di costruzione delle fortezze medievali. Solitamente il castello era eretto lungo una stessa linea di livello, intorno alla cima dell’altura prescelta, solitamente molto scoscesa. Le prime strategie difensive messe in atto dai costruttori prevedevano soltanto lo scontro frontale con l’utilizzo di archi e balestre. Sempre nel periodo medievale si aggiunse il tiro di fiancheggiamento praticato dalla sommità delle mura attraverso apposite feritoie, dette arciere e archibugiere. Il battifolle fu la risposta concreta all’esigenza tattica di mantenersi fuori dalla gittata dei tiri frontali e di fiancheggiamento, nello stesso tempo danneggiando le mura per abbassare la difesa del nemico.

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