Monete Medievali Fiorino D'oro

Il Fiorino d’oro. L’euro del Medioevo.

Il Fiorino d’oro era una moneta medievale aurea che fu coniata per la prima volta a Firenze nel 1252, probabilmente nel mese di novembre.
Il Fiorino fu una delle prime monete medievali d’oro realizzate in Italia dopo la caduta dell’Impero Romano, pesava 3,54 grammi e l’oro usato era a 24 carati, quindi quello più puro e prezioso.
La moneta prese questo nome perché sul dritto presentava il giglio, simbolo di Firenze, sul rovescio era invece battuto S. Giovanni Battista, patrono della città. Accanto al santo c’era anche il marchio del maestro di zecca che garantiva l’autenticità e la qualità della moneta.
Il fiorino era costantemente monitorato, nel peso e nella lega, quindi non si svalutava mai. Da questi severi controlli nacque il detto usato tutt’oggi: “S. Giovanni non vuole inganni”. Le pene contro i falsari erano altissime!
Possiamo considerare il fiorino come l’euro del Medioevo e Rinascimento. Grazie alla potenza economica di Firenze fu comunemente accettato in tutta Europa, fu utilizzato fino alla fine del XVIII e serviva proprio come unità di misura per gli scambi commerciali fra paesi diversi che utilizzavano altri tipi di monete.
Il Fiorino si coniava inizialmente in Piazza della Signoria sotto la Loggia dei Lanzi, successivamente nella Torre della Zecca da cui si controllavano anche i confini a est. La torre è stata da poco restaurata e presto verrà riaperta al pubblico. E’ organizzata su tre livelli con piani di 50 mq.
Il conio delle monete richiedeva l’uso di magli che venivano sollevati tramite ruote dentate azionate dal flusso dell’acqua; inizialmente si usò l’acqua del torrente Scheraggio che correva lungo l’attuale Via della Ninna (la via che passa tra P.Vecchio e gli Uffizi) quando la zecca era ancora sotto la loggia, quando poi si spostò nella torre ovviamente si utilizzava l’acqua dell’Arno che gli scorreva a fianco.
Il aveva un valore molto alto, infatti nacquero dei sottomultipli: il fiorino d’argento (detto anche popolino) e quello di rame che nel rinascimento venne chiamato “quattrino”, parola che si usa ancor oggi.
Il Fiorino d’oro veniva usato per tutte le transazioni internazionali e per scambi commerciali di altissimo valore, come ad esempio la vendita dei panni di lana che ha fatto la fortuna di Firenze; la moneta d’argento e i vari sotto multipli invece, dette monete “piccole” erano utilizzate quotidianamente per i salari dei lavoratori, per le transazioni di minor entità e quindi anche per gli incassi dei piccoli artigiani e commercianti.

 

Articolo di Giulia Bozzi, nostra guida referente di Firenze e dintorni 

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