Villa Artimino Foto 1

La Ferdinanda, meravigliosa Villa Medicea ad Artimino sui colli del Montalbano

Conosciuta come La Ferdinanda o “villa dei 100 camini”, la Residenza Medicea di Artimino, frazione di Carmignano (Prato), è una mirabile opera architettonica dovuta al talento di Bernardo Buontalenti. Nel 1596 l’architetto fiorentino fu incaricato dal granduca Ferdinando I de’Medici di occuparsi della costruzione della villa toscana, ideata come residenza di caccia. Nel XVI secolo l’antico borgo medievale di Artimino, la tenuta e la riserva circostante erano divenuti proprietà della potente famiglia fiorentina. Ferdinando e sua moglie, Cristina di Lorena, abitarono spesso nella villa realizzata dal Buontalenti, sia durante i periodi della caccia sia in estate, quando l’afa eccessiva rendeva insopportabile la permanenza a Firenze.
Fresca in estate, grazie alla posizione collinare, e ben riscaldata in inverno, per merito dei numerosi camini dislocati dal Buontalenti all’interno delle sue sale (da qui il soprannome “villa centocamini”), La Ferdinanda fu una delle residenze più amate dal Granduca e dalla sua famiglia. La villa di Artimino ospitò personaggi illustri del tempo, come Galileo Galilei che fu incaricato nel 1608 di dare insegnamenti “nelle matematiche” al giovane Cosimo, figlio di Ferdinando. Grandi artisti lavorarono alla realizzazione di opere destinate ad ornare le stanze della villa. Il Boudoir di Cristina di Lorena, vero e proprio capolavoro seicentesco, fu affrescato mirabilmente da Domenico Passignano, autore insieme a Bernardino Poccetti, anche degli affreschi dei saloni del piano Nobile. Celebri sono le 17 lunette dipinte dall’artista fiammingo Giusto Utens, oggi conservate in parte al “Museo topografico di Firenze com’era” e riprodotte in copia all’interno della Sala delle Ville de’ La Ferdinanda. Nella cucina, al piano terra, si trova un famoso girarrosto progettato da Leonardo da Vinci.
Nel 1626 la Villa medicea di Artimino fu circondata dal muro del Barco Reale, lungo 50 chilometri circa e costruito per cingere e proteggere la riserva di caccia dei Medici. Nel 1782 la residenza dei granduchi di Toscana fu venduta da Pietro Leopoldo di Lorena al marchese Lorenzo Bartolomei e poi passò in eredità ai conti Passerini (1848); successivamente fu venduta alla famiglia Maraini (1911). Intorno al 1930 furono apportate alcune modifiche all’architettura della villa con la costruzione di un nuovo scalone e la risistemazione del giardino. Nell’autunno del 1944 le artiglierie militari danneggiarono gravemente la villa, ma il restauro fu realizzato tempestivamente e terminato nella primavera del 1945.

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