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Montepescali. Grosseto. Borgo definito Balcone della Maremma.

A pochi chilometri da Grosseto, sulla cima di un colle, si trova un paesino chiamato Montepescali. Il borgo è definito “il balcone della Maremma” per la posizione panoramica sulla pianura grossetana, sulla costa e sull’arcipelago toscano, fino alla Corsica.

Le prime notizie sull’esistenza del piccolo paese risalgono all’anno 1000, lo troviamo citato tra i Castelli appartenenti ai Conti Pannocchieschi. Nel 1147 si costituì libero e montepescali-2010democratico comune sotto la Protezione Militare della Repubblica Senese. La Repubblica cadde nel 1555, con la dominazione dei Medici e più tardi dei Lorena, Montepescali entrò a far parte del Granducato di Toscana. Nel 1627 fu concesso in feudo ai conti d’Elci, poi ai Tolomei, ai Guadagni ed infine ai Federighi. Purtroppo nel 1783 fu aggregato a Roccastrada perdendo la propria libertà e nel 1905 al comune di Grosseto. Il 27 giugno 1927, con la Legge 1766, Montepescali riconquistò definitivamente la sua autonomia amministrativa e grazie ai “Diritti di Uso Civico” divenne un Comune nel Comune. Qual è il vantaggio che i “Diritti di Uso Civico” hanno dato a Montepescali? Il vantaggio, presente anche ai nostri giorni, lo hanno coloro che vivono o vivranno in questo territorio; a ciascuno vengono donate le terre per coltivare vigne ed orti, un appezzamento di oliveto per produrre olio e una particella di bosco per la legna.
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Tutto ciò è possibile perché la collina è coperta da vigne, boschi e oliveti a volontà. Il Paese è molto sviluppato anche dal punto artistico infatti ospita un laboratorio di ceramica che con i suoi partecipanti ha realizzato la “Meridiana”. Partendo dalla modellazione manuale delle piastrelle, il dipinto raffigura il paese visto da nord-ovest. Il “padrone di casa” ha inciso sopra il seguente motto, tratto dal Sonetto n° 77 di Sheakespeare: “ L’ombra a passo di ladro sul quadrante: furtivo progresso del tempo verso l’eternità…”.
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Il borgo di Montepescali ha ben conservato il suo patrimonio storico-artistico. Il primo gioiello da ammirare all’entrata del paese è la Chiesa dei Santi Stefano e Lorenzo, nominata probabilmente da Papa Clemente III nel 1188, fu costruita con la classica struttura romanica e conserva affreschi di scuola senese (XIV secolo). Al suo interno possiamo notare il ricco altare in stucco che ospitava in origine la pala di Matteo di Giovanni. Proprio dallo spiazzo antistante la Chiesa è possibile godere della splendida vista panoramica. Per scoprire la storia dello stupendo affresco di Matteo di Giovanni dobbiamo spostarci nel secondo gioiello cittadino, la Chiesa di San Niccolò del XI-XII secolo. Quest’ultima sorge nella zona più alta di Montepescali, vicino al cassero e riprende lo stile della Chiesa precedente. L’ affresco del pittore senese raffigura la Madonna in trono con il Bambino e i santi Guglielmo da Malavalle, Sebastiano, Maria Maddalena e Lucia.

L’opera risale al 1480, proprio nella fase matura del grande artista, autore anche dell’importante pala della Madonna delle Grazie nel Duomo di Grosseto. Il dipinto maestoso nella Chiesa di San Niccolò ritrae il Santo Guglielmo da Malavalle, un’importante figura religiosa per la Maremma, in quanto fondatore nel XII secolo dell’Ordine dei Guglielmiti. L’artista ha dipinto il santo con un bastone e il rosario tra le mani, che simboleggiano la vita eremitica, sulla testa ha poi un copricapo metallico e indossa una veste corta, in memoria dei cavalieri crociati. L’opera è stata restaurata nel 1978 e riporta in basso gli stemmi della comunità del paese, come segno dell’incarico elargito al prestigioso artista proprio dalle autorità cittadine. Gran parte della cinta muraria del borgo resiste tutt’ oggi. Due porte delimitano l’accesso al paese: Porta Vecchia, rivolta verso la pianura e il mare, situata accanto alla Torre del Belvedere e Porta Nuova, esposta a nord e aperta durante il XVII secolo. Porta Nuova è posta vicino alla Torre del Guascone, prende il nome dal comandante che difese Montepescali nella guerra contro le truppe medicee nel Cinquecento. Particolarmente suggestiva è la Piazza del Cassero dove si trovano l’antico castello e i principali edifici pubblici. Possiamo notare oggi il Palazzo dei Priori, di epoca medioevale e l’antico cassero con la Torre dell’Orologio. Nel quattrocento la Torre fu dotata di un particolare orologio meccanico a ruote con una campana che pesava circa otto quintali, fatta fondere dalla famiglia senese dei Tolomei, in memoria di Pia de’ Tolomei.
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Il prezioso orologio nei secoli è andato perduto e fortunatamente di recente è stato rintracciato a Ginevra nel Museo d’Arte e Storia, dove oggi viene conservato. Per entrare nel vivo della storia di Montepescali suggestiva è la visita al Museo della Storia Locale “Ildebrando Imberciadori” dove troviamo gli attrezzi della vita contadina, i reperti archeologici, gli orologi antichi e i documenti del libero comune. Per concludere il nostro viaggio entro le mura del paese riportiamo il pensiero che il poeta Federico Fieri scrisse, dopo aver passeggiato una notte per le vie del borgo: “… mi hanno colpito e affascinato i silenzi del vostro Paese, gioiello facente parte di un corollario toscano che tutto il mondo invidia. Preservatevelo e conservatevelo così…

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