Duomo Arezzo Foto 1

Piazza Duomo ad Arezzo e la Cattedrale di San Donato

Un’altra piazza da visitare ad Arezzo, oltre a Piazza Grande, è sicuramente Piazza Duomo, in cui sorge la magnifica Cattedrale dei Santi Pietro e Donato. Costruita per volontà del vescovo Guglielmino degli Ubertini a partire dall’anno 1278, su disegno di Margaritone, l’imponente chiesa gotica custodisce preziose opere d’arte come la “Maddalena” di Piero della Francesca e le terracotte robbiane nella Cappella della Madonna del Conforto. Alla Vergine, patrona della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, gli aretini sono particolarmente devoti.
Il 15 febbraio 1796 avvenne il famoso miracolo che fece cessare il terremoto ad Arezzo: il volto della Madonna del Conforto raffigurato in un bassorilievo divenne da nero a bianco davanti agli occhi increduli dei fedeli. Ogni prima domenica di Settembre si corre la Giostra del Saracino dedicata alla Madonna del Conforto, mentre a San Donato è dedicato il palio aretino disputato in notturna il penultimo sabato di Giugno.
La Cattedrale di San Donato sorge nella parte più alta della città vicino alla Fortezza Medicea, dalla quale è divisa dal parco del “Prato”. Il primo duomo di Arezzo era stato costruito sul vicino Colle del Pionta, dove era sepolto e venerato il santo martire Donato, decapitato nel 363. Papa Innocenzo III nel 1203 fece trasferire la cattedrale aretina entro le mura cittadine nel luogo in cui oggi possiamo ammirarla. Le reliquie del Santo furono trasferite in provincia di Teramo presso la chiesa di San Donato a Castiglione Messer Raimondo. Tuttavia il Duomo di Arezzo, è rimasto intitolato a San Donato, in quanto conserva una meravigliosa arca marmorea dedicata al martire cristiano e posta sull’altare.

 

madonna_del_conforto_arezzo foto 2Il campanile che oggi completa la cattedrale è la terza torre campanaria costruita per l’edificio. Il primo fiancheggiava il duomo e per questo danneggiava, a causa delle vibrazioni del suono delle campane, le splendide vetrate realizzate dall’artista francese Guillaume de Marcillat, autore anche della scalinata. Il secondo campanile fu edificato un po’ più distante, ma la sua stabilità fu minata da una falda acquifera sotterranea. Infine la torre campanaria fu costruita come edificio a se stante, poi unito alla cattedrale tramite appartamenti costruiti per ospitare i custodi.

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