San Lorenzo

San Lorenzo. La Basilica, la Biblioteca, il mercato. Firenze che emoziona.

Ovunque si rivolga lo sguardo a Firenze, si rimane stupiti dall’incredibile patrimonio artistico che grandi maestri italiani come Giotto, Brunelleschi, Michelangelo, i Della Robbia e molti altri, hanno lasciato nel capoluogo toscano, luogo di splendide sorprese.

Non è possibile resistere a fare un giro per il centro, passare in Piazza Santa Maria Novella, in Piazza Duomo, fare shopping in Via del Corso, ammirare il David, entrare in Palazzo Vecchio, rimanere incantati dalle vetrine delle oreficerie di Ponte Vecchio, andare al Giardino di Boboli: la lista di cose assolutamente da vedere a Firenze è davvero infinita. A uno dei primi posti mi piace sempre collocare una visita al Quartiere San Lorenzo, forse un po’ trascurato da chi non conosce bene la città.
Biblioteca Laurenziana
Il primo motivo per cui consiglio di visitarlo è la presenza della Chiesa di San Lorenzo e della Biblioteca Laurenziana. Il secondo motivo non è di così alta levatura, ma è altrettanto importante perché nelle grandi città italiane non vada scomparendo il commercio artigianale: fare acquisti al mercato permanente di S.Lorenzo.
Nella Piazza principale si scorge il monumento di Giovanni delle Bande Nere, padre di Cosimo I, raffigurato seduto dallo scultore Bandinelli (1540). L’insolita posa inerte del famoso condottiero fece coniare ai fiorentini un arguto epigramma: «Messer Giovanni delle Bande Nere, dal lungo cavalcar noiato e stanco, scese di sella e si pose a seder».
La base su cui poggia la statua è finemente ornata con motivi araldici medicei.
La Basilica di San Lorenzo, edificata in sostituzione della chiesetta ritenuta fondata da S. Ambrogio, fu voluta da Cosimo il Vecchio vicino al Palazzo mediceo, come Parrocchia e Cimitero di famiglia. Iniziata da Brunelleschi nel 1419, fu continuata dall’allievo Manetti. In seguito Michelangelo ne progettò la facciata, ma il progetto non fu mai eseguito: ecco perché la chiesa oggi appare così singolarmente spoglia rispetto alle altre presenti in città. Tuttavia all’interno ha un aspetto ben differente. La facciata interna fu eseguita dal Buonarroti, insieme al Chiostro della Basilica Laurenziana. Di epoca successiva è il Campanile (1746), realizzato dal Ruggeri.
IL MERCATO
La Basilica di S.Lorenzo è a croce latina, con un ampio transetto a tre navate con molte cappelle sui lati. L’ampia navata centrale, con soffitto a lacunari, è illuminata da grandi finestre rettangolari, mentre nelle navate laterali vi sono piccole finestre circolari. Eleganti colonne in pietra serena sostengono ampie arcate a tutto sesto. Da notare in fondo alla navata maggiore i pulpiti con scene della “Passione di Cristo”, realizzati da Donatello e da alcuni suoi collaboratori.
Nella Cappella Maggiore si possono ammirare il “Crocifisso” in marmo dell’allievo di Michelangelo Braccio da Montelupo, l’affresco “Martirio di S.Lorenzo” del Bronzino, la “Cantoria” impreziosita da quarzi e marmi policromi attribuita a Donatello, ed altre importanti opere, tra cui un monumento scolpito da Dupré nel 1864. Nel pavimento, di fronte alla balaustra che chiude la cappella, è situato il “cerchio delle grate metalliche” dove in basso fu sepolto Cosimo il Vecchio (1464) e accanto, su suo desiderio, Donatello (1466), molto apprezzato dal banchiere.
Dalla Cappella Maggiore sulla sinistra si accede ad una stanza quadrata: la Sagrestia Vecchia, realizzata da Brunelleschi tra il 1420 e il 1424. Degni di ammirazione sono gli affreschi con i segni dello Zodiaco che impreziosiscono la cupola. All’interno della sagrestia si trovano le tombe dei genitori e dei figli, Giovanni e Piero, di Cosimo il Vecchio, oltre ad opere di Donatello, tra cui il famoso “Busto di S.Lorenzo giovinetto” in terracotta (sulla destra, sopra il bancone d’ingresso). Tornando in chiesa, accanto alla Cappella della Famiglia Martelli, da cui si passa per entrare nel “Chiostro brunelleschiano”, una breve scala conduce allo splendido portico da cui poter ammirare l’intero complesso. Sulla destra della scala, troviamo l’ingresso della Biblioteca Laurenziana, eretta da Michelangelo nel 1524 su incarico di Papa Clemente VII; la biblioteca contiene importanti opere raccolte da Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico.
FIRENZE CHE EMOZIONA
Il Vestibolo creato originalmente da Michelangelo dà accesso alle famose Cappelle Medicee, dove sono sepolti i Granduchi e i membri della famiglia Medici. I monumenti funerari realizzati dal grande scultore, con le celebri opere “non finite”, il “Crepuscolo”, l’”Aurora”, il “Giorno”, costituiscono uno spettacolo di rara bellezza.
Uscendo dal complesso di S.Lorenzo, ci dirigiamo a sinistra in via dell’Ariento, ci allontaniamo dal passato e ci troviamo immersi in un contesto pieno di vita: il mercato. Alle bancarelle si possono acquistare oggetti di ogni genere, in particolare borse, portafogli, cinture, giacche, calzature in pelle di tipica manifattura fiorentina (spesso riconoscibile dal marchio con il giglio, simbolo della città). Carta da lettere, ombrelli, T-shirt, grembiuli, calendari, mug con riproduzioni delle opere dei grandi Maestri italiani, Leonardo, Michelangelo, Donatello, sono simpatici souvenir da acquistare a basso prezzo. Si possono fare grandi affari anche per quanto riguarda l’abbigliamento all’ultima moda. Ricordo sempre la bandana anni Ottanta che comprai in gita scolastica e che conservo ancora nel cassetto…Perché Firenze è arte che emoziona sempre.

Articolo di Claudia Meini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0
Connecting
Please wait...
Lascia un messaggio

Spiacenti, nessun operatore è online in questo momento. Lascia un messaggio.

* Nome
* Email
Telefono
* Oggetto
* Come possiamo esserti utile?
Online Adesso

Serve aiuto? Chatta con il nostro Team, saremo a completa disposizione per rispondere ad ogni tua esigenza.

* Nome
* Email
Telefono
* Come possiamo esserti utile?
Online Adesso
Feedback

Aiutaci a migliorare il servizio! Sentiti libero di lasciare qualsiasi ulteriore informazione.

Come valuti il nostro sostegno?