La Torre Pendente Di Figline

La torre pendente di Figline Valdarno e la Susinana

In Toscana sono numerose le torri medievali che si possono scorgere osservando il paesaggio. Sono famose quelle di San Gimignano, la Torre del Mangia a Siena, i ruderi di quella di Caprona, la torre di Donoratico e prima fra tutte è il Campanile in Piazza dei Miracoli a Pisa. Non tutti sanno che questa torre non è l’unica ad essere caratterizzata da una forte pendenza. Una lettrice di Vivere la Toscana ci ha segnalato alcune settimane fa: la torre merlata di Figline Valdarno, adiacente a Palazzo Pretorio in Piazza Marsilio Ficino.
L’imponente edificio trecentesco, interamente in pietra, ha un fianco poggiato sulla torre pendente. Si tratta di una costruzione preesistente, probabilmente una delle antiche torri per difendere il Grande Foro. La torre guelfa di Figline è visibilmente inclinata, come la più nota Torre di Pisa, a causa di un cedimento del terreno argilloso.
Originariamente in cima alla costruzione si poteva ammirare la campana detta “Susinana”. Risalente al 1384 essa apparteneva al Castello di Susinana in Romagna, dal quale fu sottratta come bottino di guerra. La campana oggi è collocata all’ingresso di Palazzo Pretorio. Su di essa è presente l’iscrizione:
« Ad perpetuam destructionem et mortem totius partis ghibelline. »
(per l’eterna distruzione e morte di tutte le parti ghibelline)
Le parole celebrano la sconfitta dei Ghibellini ad opera dei Guelfi fiorentini. La zona di Susinana, vicina a Palazzuolo sul Senio in Romagna, era sotto l’egemonia della famiglia degli Ubaldini che avevano tentato di contrastare l’espansionismo della Repubblica fiorentina. Nel 1373 Firenze mise sotto assedio tutti i castelli degli Ubaldini, tra i quali quello di Susinana, da cui fu sottratta la campana. Ad ottenerla fu Tano, comandante della guarnigione di Figline, che con uno stratagemma aiutò i Fiorentini a catturare Giovanni degli Ubaldini, meglio conosciuto come Giovanni d’Azzo.
La “Susinana” fu donata da Firenze al paese di Figline Valdarno perché servisse come monito ai Ghibellini di Arezzo. Il Podestà la utilizzava per comunicare i pericoli e per avvisare delle adunanze nella piazza del paese.
Ai piedi della Torre si può visitare la cappella dedicata ai caduti di tutte le guerre, al cui interno è conservata una mirabile terracotta invetriata raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Sebastiano e Antonio Abate, opera attribuita a Benedetto Buglioni.
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