Chiesa-orsanmichele

Orsanmichele, da loggia del grano a chiesa. Uno dei rari musei aperti il lunedì.

chiesa-di-orsanmicheleCome è noto la maggioranza dei musei statali è chiusa il lunedì e spesso i turisti mi chiedono come poter investire il loro tempo quel giorno della settimana.
Il mio consiglio è che, oltre a fare shopping in città, è possibile visitare un museo gratuito aperto solo il lunedì! Si tratta del Museo di Orsanmichele, al primo piano della Chiesa (aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00), dove è possibile ammirare le sculture delle nicchie esterne in originale, poste all’interno dell’edificio per ovvi motivi conservativi.

Orsanmichele, un nome alquanto strano per una chiesa. Ecco l’etimologia della parola: Orsanmichele deriva dal nome S.Michele in Orto in quanto in questa zona in epoca longobarda sorgeva una chiesetta dedicata a S.Michele Arcangelo interamente circondata da orti e giardini e i fiorentini, che da sempre sono famosi per abbreviare le parole e tralasciare lettere per ottimizzare il tempo, la chiamarono appunto “Orsanmichele”.
La chiesa fu abbattuta alla metà del 1200 per costruirci una loggia utilizzata per il mercato del grano. La loggia, costruita da Arnolfo di Cambio, l’architetto che rifece il look alla Firenze medievale costruendo il Duomo, Palazzo Vecchio, S.Croce e le mura di cinta, non è più visibile perché andata distrutta durante un incendio. L’edificio fu quindi ricostruito da Simone Talenti e Neri di Fioravante (l’architetto di Ponte Vecchio) alla metà del 1300 ed è quello oggi visibile.

La loggia era utilizzata per la vendita dei cereali che arrivavano al piano terra dal primo piano, dove c’era il magazzino, scivolando all’interno dei pilastri che erano cavi (entrando in chiesa a sinistra tutt’oggi si vede una finestrella alla base del pilastro che consentiva questa operazione).
La loggia trecentesca era grande quanto l’attuale chiesa che, se guardata con un po’ di attenzione, rivela ancora oggi le arcate originali tamponate intorno al 1360 e sui pilastri esterni agli angoli in basso, a bassorilievo, un po’ danneggiati dal tempo scoprirete spighe di grano e viti.
Intorno agli anni 80 del 300 vennero poi finiti i piani superiori e il tetto a capriate che dovette servire come magazzino del grano prima e in Archivio di Stato poi. L’Architetto Bernando Buontalenti (a cui abbiamo già dedicato un articolo settimane fa) costruì l’arco che tutt’oggi collega la chiesa e il Palazzo dell’Arte della Lana per permettere un più fruibile accesso al piano superiore.

Orsanmichele, celebre per la sua storia, è soprattutto citata in tutti i libri di storia dell’arte per il suo apparato decorativo, per gli affreschi degli interni, per un meraviglioso tabernacolo dell’Orcagna, per le terrecotte, ma soprattutto per le sculture delle nicchie esterne che sono un excursus della scultura dal tardo gotico all’inizio del 1600.
Le sculture sono 14 e sono visibili in originale (tutte tranne il S.Giorgio di Donatello al Bargello) il lunedì, salendo una stretta e ripida scala che sale a chiocciola nel pilastro sinistro della chiesa rispetto all’ingresso attuale. Da una porticina, che è decorata sulla sommità da un bassorilievo rappresentante uno staio (unità di misura per la pesa del grano), si può intravedere la scala che vi porterà al primo piano e alla scoperta di questo piccolo museo gratuito da cui si ha una vista mozzafiato sulla città. Il primo piano è anche meraviglioso per le sue volte a mattoni non intonacati, una chicca per Firenze.

Le sculture sono varie, in bronzo, in marmo, realizzate da artisti eccellenti quali Ghiberti, Donatello, Verrocchio, Brunelleschi, Giambologna ecc e rappresentano i santi patroni delle Arti e Corporazioni fiorentine, che erano le associazioni degli antichi mestieri di cui avremo modo di parlare nei prossimi articoli.
Ogni santo proteggeva un’attività ed un gruppo di lavoratori, San Matteo ad esempio che era un cambiavalute era il protettore dell’Arte del Cambio, Sant’Eligio era il protettore dei fabbri, Santo Stefano era il protettore dell’Arte della Lana e così via.
Questa in breve la storia di una chiesa che è stata definita “la chiesa più fiorentina di tutte” perché riunisce in sé storia, arte, scultura e attività economiche ed è un vero patrimonio da conoscere e scoprire un po’ di più!

A presto e saluti a tutti i lettori di “Vivere la Toscana”.

Articolo realizzato da Giulia Bozzi, nostra guida di riferimento di Firenze e Dintorni.

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