San Gimignano E Le Sue Torri

San Gimignano. Le belle torri e la storia.

A 334 m di altitudine, su un colle della Val d’Elsa, in provincia di Siena si erge la città di San Gimignano.
San Gimignano
Nacque come insediamento etrusco nel II secolo a.C.; successivamente, divenne un forte romano con il nome di Sivia, ovvero Castello della Selva, denominazione dovuta ad una massiccia presenza di vegetazione nella zona. Fu soltanto intorno al X secolo che la città prese il nome di San Gimignano, in onore di Santo Gemignano, Vescovo di Modena vissuto nel IV secolo; la leggenda narra che, invocato dai cittadini, il santo fosse apparso sulle mura mettendo in fuga i barbari invasori. Sicuramente la città fu occupata per un periodo dai Longobardi. Si dice che l’attuale palazzo Torre dei Pesciolini sia stato dimora di re Desiderio e che in città abbia sostato perfino Carlo Magno. I nomi di alcune vie (es: Via Bonda), del resto, confermano la presenza di tale popolazione barbarica, oltre a numerose tracce lasciate nei manoscritti degli archivi cittadini; in particolare negli atti matrimoniali compaiono nomi di derivazione longobarda.
Il primo ricordo scritto di San Gimignano compare in un documento del 929, in cui il Marchese Ugo donava terre ad Abelardo, Vescovo di Volterra, sotto la cui diocesi la città senese rimase fino al 1782, anno in cui entrò a far parte di quella di Colle Val d’Elsa. Il potente Vescovo abitava nel Castello di San Gimignano, divenuto poi, dagli inizi del Duecento, con la caduta del potere vescovile, la Rocca in difesa del Comune. Quando, nel 1353, i fiorentini sottomisero la città, fu costruita una nuova Rocca sul colle Montestaffoli (Monte di Astolfo, forse un insigne Longobardo) di cui oggi restano soltanto i ruderi, mentre il Castello più antico divenne un convento dei Domenicani, di cui si può ancora ammirare la Cappella con un grande altare barocco in legno dorato. Nel 1844 l’antica fortificazione fu adibita a carcere maschile.
La prima cerchia di mura della città, che ancor oggi include le Porte cittadine, dette Archi, fu costruita nel XII secolo, cingeva la collina di Montestaffoli ed era lunga 1100 m. In seguito alla costruzione delle prime mura, i signori che abitavano nel contado iniziarono a rifugiarsi in città per proteggersi dalle scorrerie dei barbari, così nel XIV secolo per ampliare lo spazio abitabile fu costruita una seconda cinta muraria.
Tra il Trecento e il Quattrocento San Gimignano, grazie alla posizione strategica sulla Via Francigena percorsa dai pellegrini che dalla Francia si dirigevano a Roma, divenne una fiorente cittadina ricca di palazzi, chiese, ospedali, monasteri e sopratutto torri. Oggi se ne contano circa tredici, ma si ritiene che nel Trecento ve ne fossero ben settantadue, pari al numero dei nuclei familiari benestanti presenti in città. I signori mostravano, attraverso la difficile e costosa costruzione di una torre, il proprio potere economico.
Le torri di San Gimignano
Salendo in cima al colle, dove si trovano i ruderi della Rocca, si possono ammirare le torri di San Gimignano in tutta la loro suggestività:
la Torre del Diavolo, che s’innalza sul Palazzo Lupi; fu così denominata per la leggenda secondo la quale il suo proprietario, tornato da un lungo viaggio, l’avesse trovata più alta di quando era partito, pensando così che fosse stato il demonio a portarla a termine;
la Torre dei Becci e la Torre dei Cugnanesi, vicino all’Arco dei Becci e Cugnanesi, antica porta a Sud della città;
le due Torri degli Ardinghelli, che precedono la Loggia del Palazzo Comunale, appartenevano agli Ardinghelli, nobile famiglia ghibellina;
le Torri gemelle dei Salvucci, sul Palazzo appartenente alla famiglia guelfa dei Salvucci, in lotta con gli Ardinghelli; il palazzo è a sinistra della Cattedrale (nobile edificio religioso del XII secolo);
la Torre dei Pucci, torre mozza addossata al Palazzetto Tortoli caratterizzato da finestre a bifora in stile gotico;
la Torre di palazzo Pellari, in piazza Pecori;
Torre Chigi, una delle meno alte, ma forse la più bella, situata in Piazza del Duomo, apparteneva alla famiglia Useppi;
Torre Grossa, terminata nel 1311 e costruita interamente in travertino, è alta quasi 54 metri e sorge sulla destra del Palazzo del Comune, in Piazza del Duomo;
Torre “Rognosa” (poiché visitata da chi aveva “rogne” nel periodo in cui fu adibita a carcere), detta anche “dell’Orologio”, risalente al XIII secolo, è alta 51 metri e domina uno degli edifici più antichi della città: il Palazzo del Podestà; con gli Statuti del 1255 si stabilì che nessun altra torre potesse essere più alta di questa, successivamente, con una deroga fu innalzata Torre Grossa.
A preservare quasi intatta la bellezza di tali edifici fu addirittura un provvedimento del Granduca di Toscana Cosimo I, un editto del 1563 con cui si proibiva qualsiasi spesa sacra o profana volta ad accrescere San Gimignano. Il provvedimento naturalmente causò un periodo di declino della città, ma salvò dalla distruzione numerose costruzioni antiche ed in particolare le caratteristiche torri, che rendono ancora famosa nel mondo questa incantevole località della Val d’Elsa.

Articolo scritto da Claudia Meini

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