Sicurezza ambientale: in Toscana l’edilizia sostenibile

Una nuova idea di edilizia nasce nel cuore della Toscana. Comprende i municipi del comprensorio dell’Empolese-Val d’Elsa (240mila abitanti in totale). Il comprensorio è costituito nello specifico dai comuni di Capraia e Limite, Montaione ,Castelfranco di Sotto, Empoli, Certaldo, Fucecchio, Gambassi Terme, Santa Croce sull’Arno , Castelfiorentino , Montespertoli, Guidi, Montopoli Val d’Arno, Montelupo Fiorentino, San Miniato, Cerreto Vinci.
Questi comuni, tutti di piccola e media grandezza, aderiscono ad un progetto di edilizia e qualificazione urbana ancora poco esplorato sul territorio italiano. Si tratta di una sorta di protocollo di edilizia virtuosa che prevede una serie di indicazioni per la costruzione e, con testo a parte per la ristrutturazione di edifici e terreni. Queste indicazioni sono indirizzate sia privati che a imprenditori o ditte costruttrici.
Ogni comune ha tenuto in vigore il proprio regolamento edilizio ma allo stesso tempo ha abbracciato i principi contenuti in questo testo redatto con delle linee guida da seguire, a volte come semplice consiglio altre come norma obbligatoria per rientrare in questo piano edilizio tutto bio.
Di cosa si tratta esattamente? Una sorta di edilizia verde che prevede più spazio alle aree verdi e ai giardini ed uso di fonti energetiche rinnovabili. Una serie di adempimenti che necessitano di molte analisi ambientali atte a valutare ogni ambiente. Si tratta di 48 schede che permettono ad ogni singolo proprietario la valutazione del proprio immobile al fine di stabilire i punti ottenuti in merito al rispetto o meno dei requisiti riportati dal documento.
Ottenere punti in positivo determina un aumento del valore dell’immobile, viceversa il proprietario incorre incorre in delle “punizioni” che si concretizzano sotto forma di maggiori oneri di urbanizzazione. In pratica il sistema si basa su una serie di premi e punizioni che servono ad incentivare i proprietari a rispettare il documento.
Un costruttore che rispetta i requisiti ottiene dei riconoscimenti formali (sotto forma di targhe da mostrare) che permettono di vendere l’immobile ad un prezzo più alto, un vero e proprio aumento del valore insomma, ed in alcuni casi, salvo decisione di ogni singolo comune, potrebbe essere possibile per il proprietario ottenere dei contributi in denaro.
I punti elencati nel documento richiamano il protocollo Itaca anche se questo non è espressamente menzionato. Il protocollo è un regolamento per l’edilizia eco-sostenibile ed il progetto messo su dai comuni toscani lo richiama in moltissimi aspetti, soprattutto per quanto riguarda il sistema di punteggio. Quello che è stato realizzato da questi municipi è una sorta di proprio protocollo per l’edilizia che comunque è ampiamente accettato dalle istituzioni, anche perché lo stesso protocollo Itaca lascia molta libertà agli enti che decidono di adottarlo.
Infatti, pur non citando formalmente il protocollo Itaca, questo progetto ha valso ai comuni aderenti la segnalazione, da parte del rapporto On-Re 2010 di Legambiente-Cresme, di miglior performance per il centro Italia in merito a tematiche come risparmio energetico e sostenibilità ambientale.

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