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Curiosità di alcune parole entrate nel nostro linguaggio

Dal fiorentino all’italiano. L’etimologia di alcune parole sono entrate nel nostro linguaggio.

Nell’articolo precedente abbiamo già analizzato in breve quella che è stata l’evoluzione della toponomastica fiorentina, oggi faremo invece alcuni esempi più specifici per scoprire un po’ la storia della nostra città e alcune curiosità sul centro storico.

 

Ad esempio, vi siete mai chiesti cos’è il “chiasso”? Tutti risponderemmo che il chiasso è il rumore, la confusione, ma da dove deriva questa parola? Il Chiasso in epoca medievale era un vicolo stretto, irregolare e breve dove le voci rimbombavano enormemente soprattutto nei giorni di mercato. Un chiasso famoso a Firenze è il “Chiasso dei Baroncelli” piccola via che collega Piazza della Signoria a Via Lambertesca che quasi si fa fatica a vedere se non la si conosce. E’ molto suggestiva da percorrere a piedi e ci aiuta a capire quanto le strade dovevano essere larghe (o strette?) nell’antichità.

 

E la parola “corte” invece da cosa ha origine? Il nome deriva dal latino cohorte: era lo spazio in cui c’era l’orto. Per quanto aperta al pubblico, la corte era una piccola piazza con un carattere semi-privato, essendo chiusa tra i palazzi e le case di una stessa famiglia o di famiglie alleate. Questo spazio scoperto era stato creato per dare luce e aria alle stanze che vi si affacciavano e per raccogliere l’acqua piovana. In definitiva la corte è o no il nostro cortile?

 

E i marciapiedi? Nel Quattrocento i fiorentini chiamavano lo spazio rialzato ai lati della strada il cammino o andari, ma solo a partire dall’Ottocento vennero costruiti sistematicamente i marciapiedi, seppur strettissimi per salvaguardare i pedoni dall’arrivo delle carrozze. L’etimologia della parola “marciapiede” è comunque abbastanza moderna e legata al francese (marche à pied appunto camminare a piedi).
Ci sono poi delle vie che ci ricordano l’origine romana di Firenze, ad esempio Via delle Terme, così chiamata perché in quella zona c’erano degli antichi stabilimenti termali romani. Via Torta, che ha un andamento curvilineo, testimonia l’andamento del perimetro dell’antico anfiteatro romano.
Ci sono poi luoghi come Quinto, Sesto Fiorentino, Settimello: questi nomi si riferiscono alla distanza in miglia dalla città che era calcolata a partire dalla colonna in prossimità del foro romano (attuale Piazza della Repubblica).

 

Come già spiegato nell’articolo precedente in epoca medievale si inizia a chiamare le vie con appellativi che richiamavano le attività artigianali li presenti come ad esempio Via Pellicceria (già Via dei Pellicciai) perché qui si producevano pellicce utilizzate nel periodo invernale dalle classi nobili per vestirsi e per l’arredamento delle case più sontuose. C’è anche la Via dell’Arte della Lana, che era una delle corporazioni più importanti a Firenze e che nel ‘200 dava lavoro a più di 30.000 operai. L’attività tessile è ricordata anche in Via dei Cardatori (dove si pettinava la lana dalle impurità), Via dei Tessitori, Corso dei Tintori ecc.
Via dei Tavolini ricorda invece i banchi su cui gli artigiani mettevano in mostra la propria mercanzia fuori dalle botteghe.
Questi sono solo alcuni degli esempi più noti, presto ne pubblicheremo altri!

 

Cari saluti da Firenze a tutti i lettori,
Articolo di Giulia Bozzi, nostra guida di riferimento della zona di Firenze e dintorni
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