Spiaggia Giannutri

Giannutri. Cala Maestra… al mare sulla spiaggia degli antichi Romani

L’isola di Giannutri è un vero e proprio capolavoro naturalistico da non lasciarsi scappare durante una vacanza estiva in Toscana. Grazie ai servizi di trasporto marittimo offerti da Maregiglio e da altre compagnie private è possibile raggiungere l’isola in un’ora c.a. partendo da Porto Santo Stefano. Il viaggio in nave è davvero piacevole. Si possono ammirare le coste e il promontorio dell’Argentario, l’isola del Giglio e infine Giannutri, piccola e meravigliosa.

Facendo parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed essendo dichiarata Parco Marino, l’isola è particolarmente soggetta ai controlli delle autorità, perciò molte zone non sono accessibili. Gli unici due spazi liberamente aperti ai turisti sono Cala Spalmatoio e Cala Maestra (altre parti sono accessibili soltanto con guida turistica), collegate da un sentiero in mezzo alla macchia mediterranea. Oggi ci fermeremo a Cala Maestra, a nord-ovest, dove approdano la maggior parte delle compagnie che organizzano minicrociere.
Per camminare sicuri tra sassi e rocce è meglio indossare scarpe da tennis o scarpette da scoglio (nei negozi di Santo Stefano e a Giglio Porto se ne trovano molte in vendita).
acqua cristallina
La prima cosa che colpisce l’attenzione è sicuramente il mare cristallino. Guardando giù dalla parete rocciosa si riesce a scorgere perfino il fondale a diversi metri di profondità. Per accedere alla spiaggia ciottolosa di Cala Maestra si scende da una lunga scalinata in pietra che termina con una colonna di origine romana, ritenuta per un certo periodo parte di un tempio dedicato a Diana. Giannutri era infatti chiamata “Dianum” per la sua forma a mezzaluna.
cala maestra
In realtà la colonna è uno dei famosi resti della lussuosa villa in marmo risalente al I-II sec. d.C. e appartenuta alla famiglia dei Domizi Aenobarbi, della quale oggi restano alcune preziose vestigia purtroppo non aperte al pubblico. Cala Maestra era uno dei due approdi marittimi per raggiungere la Villa Romana. Osservando attentamente ogni angolo dell’isola si scoprono i segni lasciati dall’antica civiltà latina, come l’opus reticolatum della darsena e i resti della cisterna costruita dai Romani per avere acqua potabile sull’isola. La villa dei Domizi Enobarbi era persino dotata di un complesso termale e di un impianto di riscaldamento che immetteva calore nelle intercapedini delle pareti.
Nell’antico magazzino romano delle derrate alimentari oggi si trova l’unico ristorante di Giannutri “la Taverna del Granduca”, che conserva al suo interno anfore e capitelli latini.

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